Storia contemporanea dell'Europa Orientale
e Centro-orientale
 
Sito curato da MICHELE RALLO
 

STORIA DI IERI E DI OGGI
POLEMICHE STORICHE E STORIOGRAFICHE
(CON UN PIZZICO DI POLITICA)

 
Lo yacht “Britannia”, di proprietà della regina Elisabetta, talora utilizzato per ospitare incontri ad alto livello patrocinati dalle “banche d’affari” anglosassoni

 
FACILI PREVISIONI:
LA CRISI FINANZIARIA MONDIALE

 
 

CAMERA DEI DEPUTATI.
RESOCONTO STENOGRAFICO N° 734.
SEDUTA DEL 6 GIUGNO 2000.

MICHELE RALLO. Illustro brevemente questa interpellanza, che ho presentato insieme al collega Simeone e che si riferisce al sistema finanziario globalizzato vigente, basato sull’assenza di regole e di controlli sui flussi finanziari e sui movimenti di capitale. Esso ha prodotto quella che si definisce una “bolla speculativa” che, come tutte le bolle, è destinata a scoppiare, con effetti imprevedibili, poiché non sappiamo cosa potrà accadere domani sia sul piano economico, finanziario e sociale, sia su quello degli equilibri militari ed internazionali. Temiamo l’esplosione di sistemi finanziari basati su un’economia che non esiste, su una finanza non reale ma di carta, su strumenti finanziari gonfiati oltre misura in modo artificiale.
Nella mia interpellanza faccio riferimento al totale degli strumenti finanziari “fasulli” che oggi ammonta ad almeno 300 mila miliardi di dollari, contro un PIL mondiale di circa 40 mila miliardi di dollari, con un rapporto che è quasi di dieci a uno.
Gli Stati Uniti d’America si trovano in condizioni peggiori degli altri, se è vero com’è vero l’altro dato citato nell’interpellanza: alla fine del primo trimestre 1999, il rapporto tra la speculazione finanziaria [americana] ed il prodotto interno lordo [americano] è stato di 96,97 trilioni di dollari contro 9,07 trilioni di dollari; si tratta di un rapporto addirittura superiore al dieci per cento (è infatti pari al 10,7%).
Dunque, questo sistema è destinato ad esplodere: non vi è rapporto o proporzione tra l’economia reale e quella irreale, che viene gonfiata per fini che possiamo immaginare ma che non sono documentabili.
Riferendomi al famoso indice Dow Jones, che costituisce un punto di riferimento per quel tipo di mercato, voglio citare una dichiarazione rilasciata ad un giornale tedesco, pochi mesi fa, dall’ex cancelliere Helmut Schmidt: egli ha affermato testualmente che «quanto all’indice Dow Jones, la data del crollo non è nota, ma verrà ed è sicura come l’amen in Chiesa».
(…)
E’ vero che questa sorta di enorme e libero mercato mondiale, questa zona di libero scambio (che è improprio definire tale, perché non ha confini) porta al massacro dei Paesi più poveri, come è stato detto da alcuni settori della Sinistra, ma è altresì vero che porta, in primo luogo, al massacro delle economie progredite dell’Europa occidentale, che vengono sacrificate sull’altare di una economia fasulla, per consentire guadagni finanziari che non hanno alle spalle un’economia reale e che si basano sulla sproporzione tra il PIL e l’economia “di carta”, che a volte non è neanche tale ma è solo fatta di impulsi elettromagnetici che viaggiano per l’etere o attraverso Internet…
(…)

 

 

 

Storia contemporanea dell'Europa Orientale :: 2007

Risoluzione consigliata 1024x768
All rights reserved