Storia contemporanea dell'Europa Orientale
e Centro-orientale
 
Sito curato da MICHELE RALLO
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LA DIPLOMAZIA DELL'ITALIA FASCISTA

 
 
Mussolini nel 1924

 

IL RICONOSCIMENTO ITALIANO DELL’UNIONE SOVIETICA
(1924)

Altro fatto clamoroso che connotava in termini decisamente innovatori (pur in un contesto di sostanziale continuità) la nascente diplomazia fascista, era il riconoscimento diplomatico dell’Unione Sovietica, formalizzato il 7 febbraio 1924 ma preannunziato fin dal 30 novembre precedente, quando Mussolini aveva informato il parlamento italiano delle trattative in corso con l’URSS, sottolineando che «queste trattative non subiscono assolutamente influenze di ordine politico né da parte nostra né da parte russa».(1)
Addirittura, secondo alcuni storici, l’Italia fascista sarebbe stata il primo paese europeo a riconoscere la Russia comunista; in realtà, il riconoscimento italiano era formalmente preceduto di alcuni giorni da altro rabberciato e meno solenne riconoscimento britannico, operato dal Governo MacDonald, primo e fugace gabinetto “lib-lab” della storia inglese.(2)
Un’ultima notazione: dopo la seconda guerra mondiale, nel tentativo di accreditare a Contarini tutti gli aspetti positivi della diplomazia italiana negli anni ’23-25 addebitandone a Mussolini ogni risvolto negativo, alcuni autorevoli storici hanno ascritto il riconoscimento dell’Unione Sovietica all’azione del Segretario del Ministero degli Esteri. Così, per esempio, il Carocci: «Ma l’ampiezza di respiro che Contarini, sulle orme di Sforza, intendeva dare all’azione diplomatica dell’Italia è visibile soprattutto nei confronti dell’Europa danubiano-balcanica e della Russia. Nei primi mesi del 1924 l’Italia riconobbe il nuovo regime russo e stipulò due accordi con la Jugoslavia e con la Cecoslovacchia.»(3)
Questa ricostruzione non ci sembra esatta. Contarini era certamente favorevole al riconoscimento dell’URSS, ma parimenti – in un’ottica di realpolitik – lo era Mussolini, il quale aveva guardato con favore ad una tale ipotesi fin dagli anni dell’opposizione. Tra i primi a ricordarlo, il Di Nolfo: «Mussolini aveva anche prima della Marcia su Roma espresso l’opportunità che l’Italia riconoscesse de jure il governo sovietico; il preteso antidogmatismo di cui egli s’era sempre gloriato gli faceva quasi un obbligo di non badare alle differenze ideologiche tra i due regimi...»(4) Più recentemente, il fondamentale studio del Martelli ricorda come il Duce avesse delineato fin dal lontano 1919 una politica estera “orientale” che postulava lo stabilimento di buone relazioni anche con la Russia sovietica.(5)
Quanto all’accordo con la Jugoslavia di cui parla il Carocci e di cui già ci siamo occupati (quello con la Cecoslovacchia era di assai minore importanza), Contarini vi vedeva certamente un mezzo per allineare l’Italia all’asse Parigi-Belgrado, in realtà – all’epoca – piuttosto malfermo. Mussolini, viceversa, lo concepiva come uno strumento per spezzare quell’asse, per avvicinare il Regno SHS all’Italia e per allontanarlo dalla Francia, per acquisire Fiume e per ribaltare l’assetto adriatico imposto da Wilson contro gli interessi italiani. Che il Patto di Roma fosse il marchingegno normalizzatore auspicato da Contarini e non, al contrario, lo strumento revisionista e attivista concepito da Mussolini, ci appare un’ipotesi piuttosto temeraria.

 
 
 
rielaborazione da:
MICHELE RALLO: Il coinvolgimento dell’Italia nella Prima guerra mondiale e la “Vittoria mutilata”. La politica estera italiana e lo scenario egeo-balcanico dal Patto di Londra al Patto di Roma, 1915-1924.
 
 
(1) Manfredi MARTELLI: Mussolini e la Russia. Le relazioni italo-sovietiche dal 1922 al 1941. Ugo Mursia editore, Milano, 2007.
(2) James Ramsay MacDonald: primo esponente laburista a guidare un gabinetto di Sua Maestà Britannica, rimaneva al potere dal 22 gennaio al 4 novembre 1924.
(3) Giampiero CAROCCI: La politica estera dell’Italia fascista. 1925-1928. Editori Laterza, Bari, 1969.
(4) Ennio DI NOLFO: Mussolini e la politica estera italiana. 1919-1933. CEDAM, Padova, 1960.
(5) Manfredi MARTELLI: Mussolini e la Russia. Cit.


 

 

Storia contemporanea dell'Europa Orientale :: 2007

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