Camera
dei Deputati (resoconto stenografico della seduta n.
870 del 1° marzo 2001)
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Si
riprende la discussione delle proposte di legge n. 1563
ed abbinata (ore 13,05).
PRESIDENTE. Onorevole Moroni, accoglie
l'invito al ritiro del suo emendamento 1.2?
ROSANNA MORONI. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento
Moroni 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole
Rallo. Ne ha facoltà.
MICHELE RALLO. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo per fare alcune precisazioni e considerazioni.
La prima si riferisce alla storia. Evidentemente in quest'aula
abbiamo letto, grazie a Dio, libri di storia diversi.
Ritengo però sia dovere del Parlamento procedere
sulla base dell'attualità politica e non sulla
base di singole letture storiche che portano a considerazioni
diametralmente opposte. Ricordo che libri che davano una
lettura così unilaterale delle vicende avvenute
nel Friuli-Venezia Giulia negli ultimi due anni di guerra,
noi li leggevamo, a destra, vent'anni fa. Da vent'anni
a questa parte ci siamo fatti un po' più moderati
anche nelle letture storiche. La storia non è una
cosa così semplice, è una cosa molto complessa.
Ho apprezzato particolarmente l'intervento di Giovanardi
che ha detto alcune cose, ma ce ne sarebbero tante altre
da dire. Per esempio, vorrei chiedere alla collega Moroni
se lei giudichi “buono” o “cattivo”
un serbo che ha fatto il partigiano nella prima parte
della guerra sulle montagne della Serbia con il generale
Mihajlovic e che nella seconda parte della guerra, per
scelte contingenti, ha fatto la guerra al fianco dei tedeschi
contro i titini, oppure un collaborazionista croato che
in odio ai tedeschi vestiva l'uniforme della milizia fascista
italiana in Dalmazia. Signor Presidente, la storia è
qualcosa di complesso, soprattutto nei Balcani dove tutto
è contorto, dove tutto è complicato e dove
tutto è purtroppo particolarmente feroce, come
abbiamo avuto modo di constatare anche negli avvenimenti
delle ultime settimane.
Vorrei fare un'ultima considerazione e rivolgere un appello
all'intera Assemblea, e innanzitutto ai colleghi comunisti.
Cari colleghi, a tutti noi piacerebbe che nelle vicende
storiche i martiri fossero stati tutti dalla nostra parte
e i carnefici tutti dall'altra. Piacerebbe a noi, piacerebbe
a voi e piacerebbe a tutti quanti. Purtroppo la storia
ci insegna che vittime e carnefici ci sono stati da tutte
le parti, ...
ROSANNA MORONI. È questo il punto!
MICHELE RALLO. ... per cui è impossibile,
con un provvedimento legislativo, dire che i buoni stanno
di qua e i cattivi stanno di là.
Vittime e carnefici erano presenti in tutte le parti e
non soltanto nel ventesimo secolo, ma a cominciare dalla
nostra storia patria, dalla storia dell'impero romano,
dalla storia del cristianesimo, religione d’amore
che ha commesso credo alcuni fra i peggiori delitti contro
l'umanità, con l'inquisizione e cose del genere.
Quindi, una visione manichea - consentitemelo - non soltanto
è stupida, ma va contro un atteggiamento che ci
dovrebbe accomunare tutti, fermo restando che sulla interpretazione
delle vicende storiche, soprattutto quelle degli ultimi
anni, ognuno ha le proprie idee - questo va da sé
- ognuno ha le proprie letture e le proprie predilezioni.
Teniamo però presente questo: le vittime e i carnefici
sono da tutte le parti.
Accontentiamoci del fatto che, grazie a Dio, in Italia,
da tutte le parti politiche, a destra, a sinistra, ai
tempi dei romani, ai tempi dei cristiani, i carnefici
sono stati un po' meno che in altre nazioni europee.
Purtroppo noi abbiamo a due passi il riferimento con la
ferocia balcanica. In Italia, nel corso della guerra civile
del 1943-1945 ci sono stati episodi di ferocia, di efferatezza
terribili da entrambe le parti, ma non sono stati così
crudeli e così numerosi come lo sono stati nei
Balcani. Purtroppo, il caso delle foibe è un caso
di ferocia terribile e inumana. Non mi permetto, in questa
sede, di ricordare cosa è stato fatto alle donne
prima di buttarle nelle foibe, per rispetto alla collega
Moroni e alle altre donne che siedono in quest'aula, ma
guardate che sono avvenute cose terribili alle donne,
agli uomini, ai combattenti, ai partigiani, ai fascisti,
ai bambini, a tutti...
PRESIDENTE. Onorevole Rallo, deve concludere.
MICHELE RALLO. Quando si prende un uomo vivo,
lo si lega ad un cadavere in putrefazione con il filo
spinato e lo si butta, ancora vivo, in una foiba carsica,
condannandolo a morire a poco a poco, accanto al cadavere
in putrefazione, credo non vi possa essere crimine peggiore...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Rallo.
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